SN 8819

 

 

         

 

Nella Anfuso   Cantatrice

Margherita Dalla Vecchia  Organo di legno

Pier Luigi Polato  Chitarrone e Liuto

I.

   Uccidimi dolore (Lamento di Jole)

[8'50]

II.

   Hor che gli augelli

[2'18]

III.

   Qual cadavero spirante

[4'45]

IV.

   Freddo core

[1'47]

V.

   Se da l'aspro martire

[8'34]

VI.

   Care stelle

[3'29]

VII.

   Tra le lagrime e i sospiri

[5'49]

VIII.

   Un dì soletto

[3'48]

After the first CD dedicated to the Madrigals accompanied by a splendid Harpsichord of Domenico da Pesaro in 1570, follows two CDs consecrated to the Airs and Laments by the great cantor and Florentine composer Jacopo Peri. It is in the most part Airs contained in the works published in 1609 and 1619 (unicum of  this edition is found in National Library of Paris) and Laments, made up of compositions in the representative style handed down to us in fragmented manuscript form (Lamento di Jole) both in the original edition (La Flora- 1628) in which only the personage of Clori  is “intoned” musically by Jacopo Peri. Typically author of the Second Practice (he is cited as such, together with other “monodista” Caccini, by Monteverdi), Peri utilizes all the essential effects for the expression of the “affetti- affections”, dissonances, chromaticisms and special vocal effects (portamenti, messe di voce). Peri lives in Florence at the end of the Renaissance period, in a moment in which by a fortuitous circumstance a few elective spirits desired to give a solution to two centuries of humanistic research: relationship between the word-significant and the word - sound.

Nella Anfuso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tipicamente autore di Seconda Pratica (è citato come tale, insieme ad un altro monodista, Caccini, da Monteverdi), Peri utilizza tutti gli effetti essenziali per l'espressione degli "affetti": dissonanze, cromatismi e speciali effetti vocali (portamenti, messe di voce). Come per Caccini, anche per "Zazzerino" esiste una differenza fondamentale tra il madrigale e l'aria. Mentre quest'ultima è una composizione di carattere strofico, caratterizzata esclusivamente dal ritmo ternario e dalle sue audacie ritmiche fra Canto e Basso Continuo, il madrigale realizza splendidamente l'ideale di una espressione vocale in cui la modulazione del testo poetico sia sempre "sospesa" tra l'intonazione parlata ed il canto; è ciò che dà il carattere drammatico-patetico (che è proprio di Jacopo) e statico, contemporaneamente, dello "stile recitativo" del Peri.

Dopo il primo CD dedicato ai Madrigali accompagnati da uno splendido Clavicembalo di Domenico da Pesaro del 1570, seguono i due CD consacrati alle Arie e Lamenti del grande cantore e creatore fiorentino. Si tratta di Arie in gran parte contenute nelle raccolte pubblicate nel 1609 e nel 1619 (l'unicum di questa edizione si trova alla Biblioteca Nazionale di Parigi) e di Lamenti, tratti da composizioni in genere rappresentativo giunte a noi sia in forma manoscritta frammentaria (Lamento di Jole) sia in edizioni originali integre, ma parzialmente periane, come è il caso de "La Flora" pubblicata nel 1628 da Marco da Gagliano in cui solo il personaggio di Clori è "intonato" musicalmente da Jacopo Peri. Della Clori, appunto, vengono presentati i due "lamenti" di cui il primo "Lassa" con cui si apre il I CD, contempla in particolare l’effetto dell' "Ecco" (eco). Alcuni brani fanno parte di raccolte a stampa di altri autori fiorentini e portano la dicitura "Del Signor Jacopo Peri" (Se da l'aspro martire, O dell'Alto Appennin figlio Sovrano) oppure sono sparsi in manoscritti conservati in biblioteche europee come lo splendido "Tu dormi e'l dolce sonno".

Sul piano strutturale le composizioni sono musicalmente molto varie. Un posto d'onore spetta agli stupendi lamenti, genere in cui Peri eccelle, insieme a Monteverdi, sui contemporanei.

Il suo stile recitativo è presente in vario modo. Nel brano "O dell'Alto Appennin" si trova suddiviso in varie sezioni mentre in "Che veggio, ohimè che sento" l'intonazione patetica viene ripetuta in varie strofe, pur con variazioni di accenti legati alla parola, con un verso finale che viene ripetuto come ritornello sempre eguale (salvo l'ultimo) che è, a sua volta, completato da un ritornello strumentale. In "Qual cadavero spirante" il ritornello "recitato" costituisce l'inizio di ogni strofa che poi si espande in ritmo ternario come una tipica aria musicale. Indipendentemente dalla struttura poetica invece "Tu dormi" e "Se da l'aspro martire" realizzano il puro "genere" o "stile fiorentino" così tanto ammirato da Monteverdi. Lo straordinario, stupendo e lungo brano "Se da l'aspro martire", dal carattere intimistico e meditativo, appare come una "lettera" amorosa ante litteram.

Sono presenti poi diverse arie strofiche in ritmo ternario come "Tra le donne, onde s'onora", "Bellissima Regina", "Hor che gli augelli", "Freddo core", "Care stelle" e soprattutto lo straordinario "Un dì soletto", il cui bellissimo Basso in tempo C 3/2 è costituito da un disegno "ostinato" del ritornello che introduce ogni strofa e che continua, con andamento ben ritmato e sincopato rispetto alla linea del canto, fino alla fine.

La qualità artistica di ciò che ci rimane di Jacopo Peri ci fa rimpiangere immensamente che la stragrande maggioranza della sua produzione non ci sia pervenuta, poiché niente è "gratuito" in Peri: ogni brano, anche il più "scorrevole", si distingue per un linguaggio musicale sempre dotto e pertinente sia sul piano vocale che contrappuntistico.

Peri è autore difficile, severo, ed eccelle nel Canto drammatico in cui utilizza dissonanze (a cominciare dalla Ottava superflua) e cromatismi straordinari (si ascolti la parte finale di "Fortunata Corilla" e del lamento di Jole "Uccidimi dolore") che ne fanno un autore altamente "moderno".

Solo quando avremo una quantità di vocalisti idonei potremo ascoltare un capolavoro come le "Musiche" per l’Euridice del Rinuccini e rendere pienamente giustizia ad uno dei maggiori autori italiani di tutti i tempi. Nel frattempo, queste registrazioni permetteranno, è il nostro intento, di far uscire il nome del nostro Jacopo dal limbo improprio di "primo autore di melodramma". 

Testo Musicologico di Nella Anfuso

 

 

 

 

 

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